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Sono iniziati i lavori di
recupero e riqualificazione dell’area circostante la
Chiesa rupestre della Madonna della Nova.
Il progetto, redatto dagli
architetti Pasqua Capriglia e Domenico Sasso e
dall’ing. Mirna Pignatelli, è finanziato con un
mutuo concesso dalla Cassa deposti e prestiti per un
importo di 175 mila euro.
I lavori prevedono la pulizia
dell’area adiacente la Chiesa, la sistemazione del
canale di scolo, la formazione di rilevati, la
realizzazione di muretti a secco, la realizzazione
di un’altra scalinata laterale e di un
attraversamento della lama, la realizzazione
dell’impianto elettrico lungo i percorsi. A tale
scopo sono previsti lavori di scavo, formazione di
rilevati, demolizione di muretti in tufo,
realizzazione di accoltellato in mattoni pieni,
realizzazione di murature a secco, fornitura e posa
in opera di basolato in pietra calcarea,
realizzazione dell’impianto elettrico compreso
fornitura e posa in opera di corpi illuminanti.
La Chiesetta della Madonna della
Nova (nell’omonimo quartiere e sottostante l’imbocco
della provinciale per Carovigno) è il più antico
santuario mariano di Ostuni. Fu usato come
lazzaretto durante l'epidemia di peste di fine '700
e divenne meta di pellegrinaggi negli anni del
secondo conflitto mondiale.
Venne
edificata in stile romanico-gotico nella prima metà
del XVI secolo di fronte ad una ben più antica
cripta basiliana e, ancora oggi, presenta una
semplice facciata, su cui si apre un unico, prezioso
portale ad ogiva ingentilita dal piccolo rosone
decorato con l'immagine di Gesù (interrotta da un
cornicione che segna i due piani costituenti il
complesso e incorniciata da piccoli archetti sopra i
quali, sulla destra, si erge il campanile a vela).
L'interno della chiesa è costituito da un'aula
unica, rettangolare con volta a botte a sesto acuto.
Ai lati dell'altare settecentesco in stile
barocco-rococò, si aprono gli ingressi alla cripta,
una grotta naturale in cui è stato collocato un
altare che alcuni pensano fosse originariamente
situato in una minuscola chiesa antistante l'attuale
complesso architettonico. Le pareti della cripta
sono affrescate e il più antico decoro musivo sembra
essere "La Supplica", affresco del XIII secolo di
sapore bizantino.
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