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In merito all’interrogazione presentata dal
consigliere comunale di minoranza Roberto Carparelli
riguardante l’accoglienza e l’integrazione degli
immigrati il Sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella,
ha risposto precisando numerose inesattezze presenti
nell’interrogazione.
“Nel quartiere Madonna della Nova” spiega il Sindaco
“più esattamente in via S. Giovanni Bosco, è attivo
sin dal 2001, in locali di proprietà comunale, un
Centro per richiedenti asilo e per rifugiati,
avviato in seguito ad una convenzione con il
Ministero dell’Interno nell’Ambito del Programma
Nazionale Asilo.
Come è noto i richiedenti asilo e i rifugiati non
sono immigrati, bensì vittime di persecuzioni o
provenienti da zone di guerra, vale a dire persone
in condizioni critiche tutelate dal diritto
internazionale che, dopo il riconoscimento del loro
“status” particolare da parte di una apposita
commissione, ottengono un regolare permesso di
soggiorno.
Il “Centro per richiedenti asilo” di Ostuni è
autorizzato per n° 15 posti letto e fa parte di una
rete nazionale di centri territoriali, chiamata
SPRAR (Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e
Rifugiati), totalmente gestita dal Servizio Centrale
presso il Ministero dell’Interno, il quale,
avvalendosi di una apposita banca dati, utilizza la
disponibilità di posti dell’intera rete nazionale.
Il Centro di Ostuni si caratterizza nella rete per
la sua destinazione a nuclei famigliari, spesso con
bambini.
E’ assolutamente impossibile che il numero delle
persone ospitate nel Centro possa essere superiore
al consentito (attualmente sono in 11, tre nuclei
con 6 adulti e 5 bambini), per la semplice ragione
che la loro ammissione è disposta dal Servizio
Centrale ed è comunicata alla Questura, che ha il
controllo sistematico della situazione.
La permanenza nel Centro è limitata a 6 mesi,
eccezionalmente estesa a 12 mesi, ed è finalizzata
alla inclusione sociale e lavorativa dei rifugiati.
Il Centro, totalmente finanziato dal Ministero
dell’Interno, è gestito da una cooperativa sociale
con operatori professionali costantemente presenti.
Le notizie in possesso del Consigliere Carparelli
sono pertanto prive di ogni fondamento e, con la
loro diffusione, sono destinate a procurare un
ingiustificato allarme sociale”.
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