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Il
medico Paolo Gulisano, scrittore e massimo esperto in Italia
di John Ronald Reuel Tolkie (autore del Signore degli
anelli) e presidente del centro aiuto alla vita di Lecco
(impegnato contro la sospensione dell’alimentazione di
Eluana Englaro) presenterà ad Ostuni la mostra
sull’avventura umana di Giovannino Guareschi sul tema: “Non
muoio neanche se mi ammazzano”.
L’iniziativa è organizzata dall’Associazione volontari per
il servizio internazionale (Avsi) di Ostuni, col patrocinio
del Comune e in collaborazione con la parrocchia di SS.
Cosma e Damiano.
La mostra sarà inaugurata domani sabato 31 gennaio,
alle ore 18.30 presso il salone parrocchiale della
Chiesa di SS. Cosma e Damiano, alla presenza del dott. Paolo
Gulisano (curatore della mostra).
Lunedì 2 febbraio,
presso il teatro “Roma” (con inizio alle ore 21), si
svolgerà il concerto-spettacolo: “Non moriamo neanche se ci
ammazzano” di e con Carlo Pastori e Walter Muto.
Cento anni fa, nella Bassa Parmense, il 1 maggio del 1908,
nasceva Giovannino Guareschi, l’inventore del Mondo Piccolo
di don Camillo e Peppone che le televisioni pubbliche e
private ripropongono da anni e ciò ha consentito da una
parte il perpetuarsi della popolarità dei personaggi ma non
sempre ha reso pienamente merito al loro creatore, autore
italiano tra i più letti e conosciuti anche fuori dal nostro
Paese.
Il doppio anniversario di Guareschi, della nascita e della
morte, che avvenne a Cervia nel luglio del 1968, può e deve
essere l’occasione per riscoprire Guareschi, e con lui il
suo mondo letterario, un universo capace di mostrare agli
uomini quanto siano belli e quanto grande sia il loro
destino: basta solo che abbiano l’umiltà di aprire la loro
anima al soffio eterno del Creatore che corre lungo il
grande fiume Pò. Guareschi è certamente un grande scrittore,
e nonostante la peculiarità all'ambientazione delle sue
storie, ricche degli umori e dei sapori della sua terra, è
scrittore di respiro europeo, apprezzato e compreso come
pochissimi altri nostri autori: in tutta la sua opera c'è
grande attenzione, rispetto, amore, per il rapporto tra
genitori e figli, tra uomo e donna innamorati, persino tra
nonni e nipoti. La casa, la terra, l'amore per la propria
storia, il ricordo dei propri morti e la speranza per i
propri figli sono la spina dorsale di una civiltà che
Guareschi amava, cui apparteneva, che ci ha descritto con
realismo e con tenerezza, e che suscita nei lettori il
desiderio di preservarne il senso.
Aperta lo scorso 27 gennaio, la mostra (36 pannelli ed un
telo) vuole guidare alla scoperta di questo scrittore,
attraverso la sua vita e la sua opera, dalla quale traspare
una religiosità profonda che affonda le radici nella tragica
esperienza della seconda guerra mondiale, dall’internamento
in un lager nazista cui fu sottoposto insieme a tutti quegli
ufficiali italiani che, come lui, avevano rifiutato di
servire la Repubblica Sociale di Mussolini.
La mostra si concluderà mercoledì 4 febbraio (per
prenotazione visite guidate rivolgersi al 339-7274786) con
la proiezione presso il Teatro della Chiesa dei SS. Medici,
del film: “Il decimo clandestino” per la regia di Lina
Wertmuller con l’introduzione del promotore della mostra,
Marcello Marino.
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