COMUNE DI OSTUNI - Comunicato Stampa
Gli amici del teatro portano in scena: “La fortuna de lu scarpare”
“La furtùna de lu
scarpàre” è la nuova commedia dialettale che l'associazione culturale
“Amici del teatro”, porterà in scena da domani 27 gennaio.
Presso l'auditorium della Chiesa di “S. Luigi Gonzaga”, con inizio alle
ore 20.30, col patrocinio del comune di Ostuni e della Provincia di
Brindisi, sarà proposta quest'opera in dialetto ostunese, due atti di
Carmelo Zurlo, per la regia di Riccardo Prisco.
L’opera, racconta dell’inaspettata fortuna capitata a Meste Gine
(Riccardo Prisco), bravo calzolaio che alla fine degli anni sessanta,
con l’avvento dell’industrializzazione, ha visto il proprio lavoro
ridursi alla sola riparazione delle scarpe. Quantunque povero, vive la
sua condizione con allegria ma è la moglie Mèmèna (Angela Zurlo) che
gliela rende impossibile con le sue continue richieste.
L’allegria del calzolaio, però, scatena l’invidia del vicino di casa, il
nobile Don Giuànne (Franco Loconte) il quale, dopo aver dilapidato il
proprio patrimonio al gioco e con le donne, vendendo alcuni terreni
edificabili di proprietà della moglie, Donna Chiara (Angela Saponaro)
ritorna ad avere disponibilità finanziarie tali da indurlo a regalare
una parte della sua fortuna al povero ciabattino.
Intorno a questi personaggi agisce Rocchètte (Vito Oronzo Epifani),
scapolo stagionato e proprietario del bar posto sulla piazzetta dove
insistono le abitazioni delle due famiglie. Egli fa gli occhi dolci a
Margherita (Nicoletta Natola), figlia di Meste Gine ed è testimone, non
sempre involontario, dei loro litigi coniugali. All’interno della storia
si inserisce la vicenda di Cècca (Madia Tagliente) e Meste Nucce (Enzo
Pomes), ex fattori del nobile che si sono arricchiti a spese del loro
datore di lavoro ma ormai anziani e senza eredi, non riescono ad
accordarsi sul loro modo e a chi destinare i loro averi. La decisione a
sorpresa di Meste Gine, nel finale, concluderà la storia e, le sue
affermazioni nella loro semplicità, confermeranno un pensiero del grande
scienziato Albert Einstein che disse: “le cose che contano nella vita
non sono quelle che si contano”.
La commedia sarà riproposta anche il 2, 3, 9, 10, 16, 17, 23 e 24
febbraio; l’1, 2 e 8 marzo (prevendite presso l’auditorium della
parrocchia S. Luigi, l’edicola Francioso, il Diario di Mina, tabacchi
Mediani, Total e bar Excelsior).
Gli interpreti sono: Riccardo Prisco (Meste Gine), Angela Zurlo (Mèmena),
Vito Oronzo Epifani (Rocchette), Nicoletta natola (Margherita), Enzo
Pomes (Meste Nùcce), Madia Tagliente (Cècca), Franco Loconte (Don
Giuànne), Angela Saponaro (Donna Chiara), Francesco Bagnardi (Peppine),
Paola Antelmi (Delia), Gianni D’Amico (l’esattore), Filomena Semerano
(Carmela), Giulio Saponaro e Pietro Turco (clienti del bar).
Suggeritrice, Anna Maria D’Amico; presentatrice fuori campo, Maria
Giannotti; Fonico, Angelo Francioso; tecnici luci, Mario e Giuseppe
Saponaro; parrucchieri, Franco, Ermanno e Fabio e fioristi, Cariulo e
Fumarola
L’autore, Carmelo Zurlo, Presidente dell’associazione sin dalla sua
costituzione, si avvicina alla cultura del dialetto ostunese in età
avanzata e, per un personale divertimento, scrive componimenti
dialettali in rima (premiati in vari concorsi di poesia, anche
nazionali). Questa commedia è la sua opera prima e racconta le
condizioni di vita della gente comune negli anni sessanta per far
tornare alla mente dei meno giovani, un passato abbastanza recente che,
ai più, sembra lontano.
L’autore, prendendo spunto da un racconto orale ascoltato in anni
giovanili, ha trasportato in scena, con malcelata ironia, l’annuncio dei
cambiamenti epocali successivi e, utilizzando proverbi e detti popolari
che sono la saggezza del popolo ostunese, ha proposto un mondo “ormai
quasi scomparso”.
OSTUNI, sabato 26 gennaio 2008
UFFICIO STAMPA
Resp.: Dr. Natalino Santoro
Collab.: Dr. Francesco Pecere
Dr. Emilio Guagliani
Dr. Daniele Martini (stagista)
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