COMUNE DI OSTUNI  - Comunicato Stampa

 

Mostra e conferenza sulle “Scritte messapiche”

Sarà inaugurata domenica prossima 14 agosto alle ore 19 la nuova mostra allestita presso il Museo delle Civiltà preclassiche della murgia meridionale dedicata alle “Scritte messapiche”.

Al taglio del nastro seguirà una Conferenza tenuta dal direttore scientifico del museo Prof. Donato Coppola presso il Chiostro di Palazzo San Francesco alle ore 21 con la partecipazione del Sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella e del presidente dell'Istituzione museo, Vincenzo Cappetta.

La grotta di Agnano, più nota per i rinvenimenti paleolitici (Ostuni 1, la gestante con feto di 24.500 anni fa e poi Ostuni 2 e 3), visitabili sia nell’esposizione al Museo che nella grotta santuario, dove sono collocati i relativi calchi, ha restituito testimonianze di culti riferibili al Neolitico (la Grande Madre dei popoli agricoltori), all’età del Bronzo (testa in terracotta di idolo di tipo cicladico) ad età iapigio-messapica (culto di Demetra e forse di altre divinità del pantheon messapico) ed all’età cristiana (affresco con l’immagine della vergine degli inizi del ‘500).

Le iscrizioni sono tutte su materiale ceramico, che è purtroppo conservato quasi interamente in modo frammentario. In totale si hanno circa 50 frammenti di varia estensione che presentano iscrizioni consistenti da un minimo di una lettera fino ad un massimo di 19-20 lettere. Le iscrizioni sono, in parte, graffite dopo la cottura, in parte, incise prima della cottura, in parte, dipinte. Anche il ventaglio cronologico in cui si dispongono i testi sembra molto ampio. Ad una valutazione basata unicamente sui tracciati dei segni della scrittura si può far risalire i testi più antichi almeno al V secolo a.C. e quelli più recenti al II secolo a.C., entro, dunque, un arco abbastanza esteso in rapporto alla cronologia della documentazione messapica. D’altro canto, il suddetto arco cronologico non rappresenta che una piccolissima sezione delle frequentazioni del sito, estese dalla preistoria fino all’età moderna. Non si può escludere l’attribuzione di qualche frammento ad epoca perfino più antica (VI secolo a.C.).

Questo materiale epigrafico assume una notevole importanza per le conoscenze dell’epigrafia messapica. Innanzitutto perché segna un sensibile incremento, anche semplicemente su un piano meramente quantitativo, rispetto all’entità globale del corpus messapico. In secondo luogo, per quanto riguarda l’area specifica di Ostuni, il dossier epigrafico su ceramica di Santa Maria d’Agnano è in rapporto proporzionale di 5:1 rispetto al resto del materiale epigrafico. Le iscrizioni precedentemente note erano per lo più di carattere sepolcrale ed erano essenzialmente frutto di ritrovamenti sporadici ed occasionali, mentre la grotta di Santa Maria d’Agnano costituisce un punto di riferimento preciso per la sistemicità degli scavi. In terzo luogo, per quanto riguarda il sito archeologico di Santa Maria d’Agnano, il nuovo materiale, di cui si è presa visione, segna un incremento di circa 20 volte rispetto a quello che era precedentemente noto. Infatti nel corpus più recente di iscrizioni messapiche (C. De Simone e S. Marchesini (ed.), Monumenta Linguae Messapicae, Wiesbaden 2002 = MLM) da Ostuni vengono censite 12 epigrafi, delle quali solo tre provengono dall’area di Santa Maria d’Agnano. La quarantina di frammenti di nuova acquisizione (ovviamente compresi quelli costituiti da una sola lettera) rappresentano, dunque, da soli circa 4 volte tutto il corpus finora noto da tutto il territorio di Ostuni e circa 20 volte il materiale finora pubblicato da Santa Maria di Agnano. Occorre rilevare, d’altra parte, che i tre testi provenienti da Santa Maria di Agnano inclusi nei MLM sono frutto della pubblicazione relativamente recente dei primi materiali di rinvenimento di quel sito (C. Santoro, Studi etruschi, 56 1989-1990, p. 375-379).

 

OSTUNI, venerdì 12 agosto 2005

 

UFFICIO STAMPA

Resp.: Dr. Natalino Santoro

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