SETTIMANA DEI BAMBINI

DEL MEDITERRANEO 2006

 

 

Settimana dei Bambini del Mediterraneo

8^ edizione

dal 16 al 21 ottobre 2006

 

Ass.to alle Politiche Socioeducative e culturali - Ostuni

 

Regione Puglia                                                   Provincia di Brindisi
Assessorato al Mediterraneo                               Assessorato alle Politiche Sociali


a cura anche dei Comuni di:

 Ceglie Messapica, Cisternino, Fasano, Grottaglie, Omegna, Oria, San Pietro Vernotico, San Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni.

 

 

PROGRAMMA 2006 

 

…nel mare delle tantestorie…

In viaggio con Shahrazad e Giufà  

a costruire ponti nel Mediterraneo

  

PUGLIA, regione di frontiera da sempre in relazione profonda d’interscambio con le culture delle molteplici sponde dell’Adriatico e dello Ionio, svolge oggi un ruolo propositivo di laboratorio interculturale dei paesi del Mediterraneo che aspirano alla pace e alla valorizzazione delle differenze. Bravi nell’accoglienza, i pugliesi vogliono esserlo altrettanto nell’organizzare esperienze e riflessioni interculturali.

 

OSTUNI, città dalle meravigliose suggestioni, misteriosa e accogliente, fiabesca e bianca, diventa luogo emblematico di “un mare d’incontri” di bambini e adulti, spazio per “ricomporre il mosaico” del frammentato Mediterraneo.

 

Ogni anno, nella SETTIMANA DEI BAMBINI MEDITERRANEI, storie, giochi, immaginari, culture, religioni, civiltà, punti di vista, sogni diversi s’incontrano per far progredire una civiltà di pace.

 

SONO TRASCORSI SETTE ANNI…
Sono state organizzate sette edizioni della Settimana dei bambini del Mediterraneo: una settimana ricca di incontri, di riflessioni, di scambi interculturali, di proposte culturali, di workshop per educatori, di laboratori, di animazioni, di giochi, di cinema, di teatro.

         Ogni anno sono intervenuti decine di ragazzi dai paesi del Mediterraneo, hanno preso parte a tutte le iniziative programmate almeno venticinque mila tra ragazzi ed adulti, centinaia di esperti provenienti da tutto il mondo. Nella settima edizione hanno svolto un ruolo particolare, anche, l’Assessorato Regionale al Mediterraneo e l’Assessorato Provinciale alle Politiche Sociali, avendo arricchito le opportunità e le proposte, tutte inserite nel ruolo di costruttore di rotte culturali, economiche, sociali con tutto il bacino del Mediterraneo, che essi stanno svolgendo sin dal loro insediamento.

 

 

Luglio 2006: angoli di Mediterraneo in fiamme

Speravo di scrivere la presentazione dell’ottava edizione della Settimana dei bambini del Mediterraneo in un clima di maggiore serenità e di fondata speranza. Così non può essere per molteplici ragioni; la prima fra tutte: l’esplosione improvvisa di guerre nell’area mediorientale, che si aggiungono alle tante altre di cui non si parla, ma che fanno ugualmente migliaia di vittime.

Siamo ripiombati molto all’indietro: guerra in Libano, in Israele, a Gaza….quotidiani attentati-stragi in Iraq, tensioni crescenti in Afganistan…La polveriera mediorientale è tornata pericolosamente a bruciare, col rischio più serio, questa volta, di un contagio e di un’estensione. Si parla di un mondo impazzito, di “incendio del Medio Oriente da Beirut a Teheran, da Baghdad a Gerusalemme, dalle montagne afgane al delta dei fiumi mesopotamici…” (Eugenio Scalfari).

Sembra una situazione senza via d’uscita. I più potenti e i più grandi della terra riuniti a San Pietroburgo si sono rivelati impotenti, incapaci di soluzioni, storditi da una situazione che non hanno voluto affrontare con determinazione e imparzialità quando ciò era possibile, forse bloccati, anche, da interessi meschini di parte. L’importantissima ed attesissima conferenza di Roma del 26 luglio, pur presentando diversi aspetti positivi, non è riuscita a bloccare la carneficina, né a delineare un minimo percorso per l’aiuto umanitario e per impedire stragi d’innocenti…..

Giorni di fuoco e di morte…di morti di civili, di scene agghiaccianti, di bambini bruciati…di bombardamenti folli..

“Quel che accade in queste ore in Palestina e in Libano, non è che l’esplosione di una condizione che si perpetua da oltre mezzo secolo. E’ piuttosto una tragica variante dell’omicidio dell’essere umano. Ebrei, Cristiani e Musulmani stanno riscrivendo la storia delle loro origini, con lo stesso sangue: quello di Abele. In quanto tale, questa storia non è, soltanto, palestinese, è universale…L’uomo muore, perché anche Dio muore, in questa regione dei profeti del mondo. Non resta nulla…E voi profeti monoteisti, fratelli, dove siete?” (Adonis)

Quando le armi saranno zittite le enormi ferite inferte, tuttavia, lasceranno segni dolorosamente indelebili nelle coscienze e nei luoghi.

Dove è la forza degli uomini di buona volontà? Dove sono le azioni dei governanti giusti?

Ciò che accade è il frutto di una serie di errori compiuti dai Grandi della terra negli anni che vanno dagli inizi del XX secolo ad oggi. Cosa ha guidato le strategie e le decisioni dei potenti di ieri e dei potenti di oggi? Quale mondo hanno disegnato? Un mondo in continua fibrillazione, squilibrato, che sfugge ad ogni controllo e vede avanzare nuovi potenti con nuovi imprevedibili pericoli.

 

Che fare?

Stragi, ritorsioni, aggressioni, vendette, paura, attentati, terrore, riarmo, oppressione, divisione, guerra, terrorismo, devastazioni, minacce, bombardamenti, fuga, tragedia, fondamentalismo, nucleare, estremismo, esodo, morti, disperazione….

Chi ci potrà salvare?

Che fare?

Sperare in uno scatto di responsabilità e di consapevolezza della comunità internazionale?

Parlare ed agire per contrastare questa deriva: alle parole e alle azioni di divisione e di guerra contrapporre quelle di dialogo e comprensione, alla cultura della sopraffazione far seguire quella della cooperazione. “Vi è l’assoluto bisogno di sostituire i rapporti conflittuali tra persone, società e stati, con rapporti di cooperazione, aperti a comprendere le ragioni degli altri…L’educazione alla pace e la corretta informazione sono fattori essenziali per far crescere una coscienza nuova della globalità, cioè dell’inseparabilità del destino di tutti gli abitanti del pianeta” (Ivano Barberini).

Occorre agire, a tutti i livelli (individui, famiglia, associazioni, scuola, città...), per la convivenza pacifica, per disseminare semi e momenti d’incontro, di comprensione reciproca, di collaborazione, di dialogo.

 

La Settimana contro i venti di guerra

Il lavoro da fare è tanto e deve partire dal pensiero, dai comportamenti quotidiani, dall’educazione…dai bambini.

Risuonano ancora nelle orecchie la forte invocazione di <<Pace! Pace!Pace!>> gridata, a conclusione del momento inaugurale della settima edizione della Settimana dei bambini del Mediterraneo in Piazza della Libertà di Ostuni, da migliaia di bambini e ragazzi ostunesi, pugliesi, italiani e provenienti da Albania, Bosnia, Palestina, Francia, Israele, Croazia.

Negli occhi brillano forte quelle immagini che gridavano agli adulti distratti: un coro sostenuto e spontaneo che interroga tutti e che chiama tutti all’azione.

L’ottava edizione, come le precedenti, intende rispondere ancora a quella richiesta struggente, al grido di dolore di tanti bambini morti, alla sofferenza di tanti innocenti provocata dall’impazienza omicida dei guerrafondai di tutte le parti.

Ogni uomo ha il dovere di non dimenticare o trascurare il dramma di un altro uomo. Dalle bandiere sui balconi e dalle grandi manifestazioni, bisogna passare alle azioni quotidiane per modificare gli stili di vita e le relazioni tra Paesi.

“La pace possiamo e dobbiamo costruirla sull’apertura di noi stessi tradotta nel quotidiano con l’accoglienza, la solidarietà, il perdono come assunzione degli altri nel cerchio della nostra responsabilità” (Silvio Turazzi).

La Settimana dei bambini del Mediterraneo si va affermando sempre più come luogo emblematico di sperimentazione di incontri e di dialogo tra culture e si pone come ambito culturale ed esperienziale che promuove la responsabilità, convinti che “L’etica globale non è orientata verso una responsabilità collettiva che diminuisca la responsabilità individuale. L’etica globale rivolge la responsabilità individuale di ogni membro della società verso il suo posto concreto in quella società…non si deve parlare soltanto dei nostri leaders politici: questa è facilmente una scusa per evitare la responsabilità individuale di ciascuno…L’attuazione dell’etica globale…dipende invece da ciascuno. Ciascuno può cercare di realizzare la regola aurea in famiglia, in una comunità, in un istituto, in un posto di lavoro, in una nazione, tra gruppi etnici” (Hans Kung). Da Ostuni si vogliono far partire, ogni anno, messaggi e testimonianze che mirano a modificare comportamenti e ad incidere nella realtà mentale per far avanzare, nei fatti quotidiani, una nuova cultura per un nuovo Mediterraneo.

Dalla consapevolezza e la denuncia delle situazioni di ingiustizia, la Settimana con i suoi mille incontri (ultima edizione: 25 mila partecipanti) intende promuovere ogni anno azioni e riflessioni a tema per introdurre nuove pratiche rivolte all’infanzia, per contribuire a concretizzare un’educazione alla pace, per svolgere un ruolo decisivo nella formazione di una cultura della cittadinanza democratica, dialogante e solidale.

La Settimana, nel contempo, con tutte le sue istanze, intende lanciare un forte appello ai grandi per porre termine alla carneficina e all’odio e creare le condizioni di pacifica convivenza di antiche civiltà che tanto hanno contribuito alla ricchezza civile e culturale del Mediterraneo e del mondo intero.

 

Educare per cambiare

“Poiché le guerre cominciano nelle menti degli uomini è nelle menti degli uomini che si devono costruire le difese della Pace” (Costituzione dell’UNESCO).

Per rispondere a questa sollecitazione, alle impellenti domande sopra riportate e al desiderio dei bambini di Ostuni (e non solo) di incontrare i loro coetanei dell’altra sponda è stata ideata l’iniziativa, avente un eloquente e programmatico titolo: Un mare di incontri nella Città Bianca: storie, giochi, libri ed altro dei bambini del Mediterraneo. Settimana dei bambini mediterranei.

L’organizzazione annuale della Settimana dei bambini del Mediterraneo si fonda, infatti, sulla consapevolezza dell’urgenza e della centralità di un’educazione impegnata nella trasformazione di un mondo che diventa sempre più insostenibile per la diffusione e l’accentuarsi dei conflitti, per le condizioni di vita sempre più povere nel sud del mondo e sempre più tossiche e disumanizzanti nel nord del mondo.

L’educazione costituisce l’arma più efficace per meglio rispondere ai reali bisogni dei bambini e per modificare gli stili di comportamento.

 

Partire dai bambini

L’infanzia prima di tutto, la migliore crescita di tutti i bambini: un grande sogno, un’impellente necessità.

La Settimana dei bambini del Mediterraneo di Ostuni si inserisce, volutamente, nella scia delle responsabilità diffuse e delle azioni concrete per il cambiamento, a partire dai bambini e dal “cortile” del Mediterraneo.

Solo partendo dal rispondere, concretamente, ai diritti dei bambini si può salvare il mondo dal baratro finale verso cui sembra diretto.

Se i bambini si nutrono di sofferenza e di violenza, cosa potranno immaginare e costruire per il loro futuro? I bambini devono poter immaginare e costruire un futuro diverso, essi devono alimentarsi di semi di novità e di miglioramento.

Partire dai bambini…”E’ lì che bisogna operare, altrimenti i bambini sono già condizionati a un pensiero distorto, a un pensiero chiuso; sono soffocati nelle loro possibilità creative e fantastiche. Quindi, se si vuole cambiare la società, è proprio lì che si deve operare per sperare in un mondo migliore fra qualche generazione” (Bruno Munari).

Sono importanti i convegni tra adulti, gli scambi tra adulti, ma i nuovi boschi si costruiscono con le nuove pianticelle. E' per questo, che è utile ed urgente investire molte energie economiche, culturali e politiche in direzione dei bambini. E' importante costruire strade, ricostruire case ed infrastrutture sociali, ma, nel contempo non va trascurata la “formazione delle risorse umani” allo stadio più elementare.

I bambini hanno un ruolo fondamentale per la trasformazione del mondo: “…se aiuto e salvezza possono venire, ci verranno soltanto dal bambino; poiché il bambino è il costruttore dell’uomo. Il bambino è dotato di poteri sconosciuti, che possono guidare a un avvenire luminoso” (Maria Montessori).

 

Arcobaleno di incontri, di giochi…di storie

Ho richiamato prima lo scenario in cui si svolge la nostra vita di uomini che abitano il Mediterraneo: in questo scenario impossibile noi intendiamo far emergere un arcobaleno di speranza, di giustizia, di fraternità, di incontri, di giochi…di storie…

La nostra risposta è promuovere tanti incontri. I bambini che si incontrano e riescono e sanno giocare costituiscono un segnale di nuove vie. Al Mediterraneo sofferente dei grandi contrapponiamo il Mediterraneo dei piccoli…di bambini delle varie sponde che si incontrano per giocare, per stare insieme bene e in fraternità: gli adulti innalzano barriere insormontabili, i bambini le rompono con i loro giochi e la loro voglia di incontrarsi…

Sulla spiaggia di mondi infiniti i bimbi s’incontrano

Con grida e danze.

Fanno casette di sabbia e si baloccano

Con vuote conchiglie.

Intessono barchette di foglie secche e sorridendo

Le fan galleggiare sull’immensità del mare.

I bimbi giocano sul lido del mondo… (Tagore).

Al rumore assordante della guerra, dei conflitti e delle barriere, migliaia di bambini ad Ostuni, si incontrano per conoscersi e per conoscere.

L’incontro gioioso e giocoso tra bambini possa svegliare le coscienze dei grandi, per unire i sogni e gli sforzi degli uni e degli altri per ridurre i rivoli di sangue, le zone di sofferenza, la fame di pane e di libertà, di giustizia e di gioco…

In ogni edizione viene proposto un tema prevalente, che caratterizza tutte le iniziative in programma e che si vuole porre all’attenzione di ragazzi, educatori e responsabili di istituzioni.

Per quest’anno si è ritenuto, d’intesa con l’Assessorato regionale al Mediterraneo con l’Assessorato provinciale alle Politiche Sociali con gli Assessorati dei Comuni aderenti con le scuole e il consiglio comunale dei ragazzi di Ostuni, di richiamare l’attenzione sulla essenzialità delle storie nei processi formativi.

 

Quando le storie mancano

Nella nostra attuale società spesso s’incontrano persone disorientate, svogliate, sradicate, senza progetto o voglia di vita. Si rendono visibili individui privi di capacità di relazionarsi o di dialogare, di curiosità e del piacere di conoscere, dominati dalla paura dell’altro e del diverso, chiusi nella propria dichiarata superiorità o autosufficienza, pronti ad imporre, ad aggredire o a sottomettere.

Quali sono stati i percorsi di crescita di questi uomini e di queste donne? Cosa e chi li ha accompagnati? Chi e come si è preso cura di loro? Cosa ha alimentato la loro mente e il loro immaginario? Quali esperienze e quali orizzonti sono stati offerti loro? Le fiabe, i racconti e le storie spesso risultano assenti o scarsamente consistenti nei bagagli esperienziali di quelle vite.

Questa carenza si riverbera negativamente sulla formazione della personalità, in quanto le storie costituiscono uno degli elementi indispensabili per la crescita di un uomo completo ed equilibrato, pronto a fronteggiare le variegate situazioni della vita e ad intessere relazioni libere e positive.

 

La potenza delle narrazioni

Non intendo approfondire in questo contesto la funzione e l’importanza delle fiabe e delle storie in ambito educativo: lo hanno già fatto in modo significativo e convincente molti antropologi, psicologi, pedagogisti e letterati (considerati gli studi numerosi a partire da Bruno Bettelheim). Voglio solo richiamare il senso generale dei risultati di quegli studi: le fiabe e le storie aiutano a crescere, aiutano a rispondere agli interrogativi fondamentali, fanno conoscere e “vivere” in modo immaginario il catalogo dei destini umani. Offrono i paradigmi esistenziali di base: crescere, superare prove, raggiungere mete, rispondere al bisogno di felicità. Sanno alimentare il fantastico e la capacità di immaginare il possibile e l’oltre: “privare il bambino della fiaba si risolverebbe in un suo impoverimento e inaridimento” (Rodari).

Tra tutti i tipi di narrazioni, quelle che meglio hanno dimostrato la loro efficacia perenne sono le fiabe popolari: sono state considerate essenziali e guida nell’educazione.

“La fiaba è orientata verso il futuro e guida il bambino…a raggiungere una più soddisfacente esistenza indipendente…La fiaba, mentre intrattiene il bambino, gli permette di conoscersi e favorisce lo sviluppo della sua personalità. Essa offre significato a livelli così diversi, e arricchisce l’esistenza del bambino in tanti modi diversi, che non basta un solo libro a rendere giustizia della quantità e della varietà dei contributi apportati da queste storie alla vita dei bambini” (Bruno Bettelheim).

Il patrimonio esperienziale e la potenza formativa delle fiabe e delle storie servono alla nostra società: i bambini e i ragazzi di oggi hanno bisogno di esse come l’acqua.

Se è così, allora….”Spero che una giusta comprensione dei meriti unici delle fiabe induca genitori e insegnanti a tornare ad assegnarvi quel ruolo centrale nella vita del bambino che ebbero per secoli” (Bruno Bettelheim).

 

In viaggio con Shahrazad

Shahrazad rappresenta l’emblema metaforico della funzione salvifica delle storie: antica, appunto, è tale consapevolezza.

La figlia del Visir del Califfo Shahriyàr fu abile narratrice per questione di vita o di morte. La sua arte del narrare libera lei e tutte le ragazze del regno.

Si narra per non morire….si narra per salvarsi.

In quel caso emblematico il male è stato cancellato dalla narrazione, l’odio omicida è stato trasformato in amore duraturo.

Ad ogni alba, la narrazione si interrompeva e il Califfo rimandava il suo proposito di uccidere. Dopo tantissimi giorni……”E’ da mille e una notte che io ti racconto storie degli antichi e ammonimenti degli avi” dice Shahrazad al suo sposo passati tre anni.

“Vedo”, le disse, “cara Shahrazad, che i tuoi racconti sono senza limiti e ormai da molto tempo mi diverti con essi, sei riuscita a placare la mia ira e rinuncio volentieri, per amor tuo, alla legge crudele che mi ero imposto. Tu sei la salvatrice di tutte le fanciulle che avrebbero dovute essere sacrificate al mio giusto risentimento” (Le mille e una notte)

Le parole e non le armi, le storie e non le bombe, i racconti e non i missili….oggi avremmo bisogno di nuovi esperti nell’arte del narrare per modificare il male e l’odio in dialogo ed amore, per addolcire gli animi, avremmo bisogno di fare un viaggio con Shahrazad per riempire di storie il nostro mare sempre più avvelenato dagli odi tra popolazioni rivierasche o confinanti o divisi da religioni e dalle rotte dolorose e tragiche di tanti respinti e in cerca, spesso in modo fatalmente inutile, di sponde amiche.

 

Le storie per saltare i muri

“Ogni giorno ci rendiamo conto di quanto i muri dei pregiudizi accerchino gli spazi della comunicazione sociale e si solidifichino impercettibilmente dentro ciascuno di noi. Così, ogni volta che individuiamo luoghi e pratiche capaci di educare e di educarci a saltare muri, gli incontri e le scoperte che facciamo ci appaiono preziosità” (Franco Lorenzoni).

L’occasione preziosa della Settimana dei bambini del Mediterraneo vuole aiutare a saltare i muri, intende essere luogo d’incontro tra civiltà, di esperienze, di generazioni, di culture, di desideri…Un mare di incontri…un luogo per recuperare le storie, per ascoltare fiabe, per raccontare storie, per imparare a costruire ponti.

Le storie possono aiutare a far convivere bene su uno stesso luogo persone provenienti da molteplici civiltà. Se le storie, è ampiamente dimostrato, fanno bene a tutti, fanno molto bene alla salvezza degli abitanti del Mediterraneo…”il presente ha bisogno di questa risorsa del mondo precedente, che non costa, non inquina ed è strategica per la ricchezza dei rapporti umani, sociali e generazionali” (Pietro Clemente)

 Le storie, infatti, sono lo strumento più efficace e perfetto per costruire relazioni positive e ponti tra persone diverse per età e civiltà, esse aiutano a ritrovare le comuni radici e a stabilire rapporti paritari, “dopo la fontana, la più grande buona azione è costruire un ponte” (Ivo Andric), per superare gli abissi e i burroni che dividono gli sventurati uomini.

 

A costruire ponti con Giufà

Sul mare Mediterraneo hanno navigato fiabe che si sono intrecciate e contaminate. “Le fiabe hanno viaggiato, sono il frutto d’intrecci, di scambi, di contaminazioni…Ma ci sono personaggi che più di altri sono comuni in contesti, in paesi diversi. Che mantengono una loro identità ma al contempo possiedono più appartenenze, più cittadinanze e che proprio per questo possono essere elementi di unione, personaggi-ponte…Giufà è davvero un gran rappresentante delle migrazioni antiche e moderne e delle contaminazioni tra culture. E’ conosciuto in tanti paesi e sa andare e venire con facilità da una sponda all’altra. E’ un personaggio che abita ed è riconosciuto in più culture, ha più appartenenze…ci sono un Giufà siciliano, un Giufà arabo, un Giufà ebreo. Ma anche un Giufà turco, un Giufà albanese, un Giufà croato…Giufà conosce più lingue, convive con più religioni. Giufà è un abitante del Mediterraneo” (Vinicio Ongini).

 

Insieme nel mare delle tantestorie

Facciamo tesoro della figura di Giufà e rendiamo gli abitanti del Mediterraneo a sua immagine e somiglianza. Riprendiamo a solcare le rotte delle migliaia di storie che ci possono accomunare o che ci possono aiutare a creare relazione.

Molte esperienze e molti studi, infatti, vanno affermando da qualche tempo che le fiabe e le narrazioni costituiscono terreni ideali per costruire momenti di dialogo e di interazione tra ragazzi di culture diverse, per conoscersi e stabilire rapporti.

Le fiabe costituiscono una miniera di immagini, di archetipi, di stili di vita, di modi di dire e di pensare comune a tutto un popolo. Esse affascinano, incantano e ammaestrano alla vita, contengono, comunicano ed ampliano il patrimonio di conoscenze, di sogni, di aspirazioni e di interpretazioni della realtà.

Sono una ricchezza spirituale e culturale inestimabile di un popolo, la quale, messa in comune fa conoscere meglio e arricchisce chi entra in relazione.<< Pur nella estrema varietà e ricchezza di linguaggi, situazioni, ambienti, accadimenti, che caratterizzano le fiabe di tutti i paesi, l'immaginario collettivo riconduce ogni volta alle scoperte essenziali sulla condizione umana, la vita e la morte, l'amicizia e l'amore, la paura e i desideri.

L'immaginario ha dunque il potere di congiungere trasversalmente popoli e culture e nello stesso tempo di raccontare delle loro specificità. Riscoprire insieme le fiabe può divenire un ulteriore strumento di confronto e di conoscenza fra tradizioni culturali tra loro anche molto lontane >> (Tullia Colombo).

Riprendiamo a solcare le rotte delle migliaia di storie che ci possono aiutare a formare nuove generazioni migliori. “Secondo noi le fiabe servono soprattutto alla formazione della mente: di una mente aperta in tutte le direzioni del possibile. Toccano, nel bambino, la molla dell’immaginazione: una molla essenziale alla formazione di un uomo completo. Le fiabe non servono ad allevare esecutori diligenti e limitati, consumatori docili e fiduciosi, subalterni soddisfatti ed efficienti, insomma , gli uomini che servono a un mondo che abbia il mito della produttività. In questo senso le fiabe sono altamente improduttive, come la poesia, l'arte e la musica. Ma l’uomo deve anche poter immaginare un mondo diverso e migliore, vivere per crearlo” (Gianni Rodari).

 Le fiabe di ieri e le storie di oggi ascoltate, ricercate, ricreate scambiate e diffuse tra i bambini favoriscono la formazione di personalità aperte e disponibili alla complessità. Bisogna in ogni modo far “navigare” i ragazzi nel variegato mare delle fiabe e delle storie: questa sarà l’avventura dell’ottava edizione della Settimana dei bambini del Mediterraneo, il mare delle tantestorie.

 

Gli altri comuni

Lo svolgimento della Settimana vede, ormai, la partecipazione di migliaia di bambini e di decine e decine di esperti di alto livello. E’ diventato un appuntamento molto richiesto e molto partecipato. Molteplici sono le occasioni d’incontri, di confronti, di dibattito culturale, di formazione, di nuove acquisizioni teoriche ed esperienziali. Ogni edizione segna una tappa nuova nella definizione e azione di una sempre più avanzata ed articolata cultura dell’infanzia.

La particolare fecondità di tale iniziativa è stata considerata anche come opportunità di interazione con altre amministrazioni comunali. Già nelle passate edizioni il coinvolgimento organizzativo di altri comuni ha trovato ottimi riscontri sul piano dell’arricchimento del programma e della disseminazione degli effetti benefici contenuti nella filosofia e modalità dell’iniziativa: in ogni comunità partecipante si è determinato un protagonismo nuovo dell’Ente locale (e dei suoi servizi) in interazione coordinata e coordinante con le scuole, le famiglie e l’associazionismo.

L’ottava edizione vede la partecipazione di comuni anche di altre province e di altre regioni: Ceglie Messapica, Cisternino, Fasano, Grottaglie, Omegna, Oria, San Pietro Vernotico, San Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni.

L’auspicio è che da una collaborazione episodica, si passi, finalmente, alla creazione di una rete di comunità che si allei per la progettazione e realizzazione di un sistema di opportunità per l’affermazione di diritti dei bambini e non solo.

 

Consigli comunali dei ragazzi insieme

Tutti i comuni aderenti hanno voluto offrire ai loro cittadini ragazzi l’opportunità di partecipare alla definizione delle scelte politiche locali, favorendo la costituzione di consigli comunali dei ragazzi. In ognuna di queste comunità si è avviata una politica che considera i ragazzi cittadini, portatori di punti di vista da considerare, capaci di contribuire in modo originale al miglioramento della qualità della vita, protagonisti e attenti alle questioni particolari e generali.

L’ottava edizione della Settimana dei bambini del Mediterraneo vuole porre, meglio, al centro le proposte le azioni e le preoccupazioni dei ragazzi. Essi saranno i referenti principali nella definizione dei temi, delle occasioni d’incontro e di sperimentazione, saranno attori nel coinvolgimento delle scuole e delle classi partecipanti.

Particolare rilievo avrà il raduno di tutti i consigli comunali della zona, insieme ai ragazzi delle delegazioni straniere, per elaborare la petizione - proposta per una politica di pace da inviare a tutti i governanti dei Paesi del Mediterraneo, all’ONU e all’Unione Europea.

La Settimana, convinti della potenza persuasiva dei bambini, intende lanciare un forte appello ai grandi per porre termine alle azioni che dividono e che determinano povertà tanta sofferenza e tante tragedie e operino, invece, per creare le condizioni di pacifica convivenza e di collaborazione tra popolazioni che tanto hanno contribuito alla ricchezza civile e culturale del Mediterraneo e del mondo intero.

 

 

Le delegazioni

La centralità della manifestazione è costituita dalla presenza dei bambini e delle delegazioni provenienti da altri Paesi del nostro Mar Mediterraneo. Gli ospiti rappresentano l’elemento catalizzatore dei temi affrontati e delle iniziative in svolgimento.

Si risponde in modo concreto al desiderio dei bambini di incontrare bambini di altri Paesi. Si realizzano effettivi incontri sulla base dello scambio paritario di risorse proprie della civiltà di provenienza. Ogni anno si sono conosciute storie e culture nuove, alimentando quel flusso positivo di comunicazione e di dialogo, che potrà portare ad un nuovo Mediterraneo.

Nella presente edizione si è voluto riconfermare l’interesse per l’area sofferente del Medio Oriente: la permanente tragedia dei bambini israeliani e palestinesi e la rinata di quelli del Libano non potevano lasciarci indifferenti.

Anche l’Iraq sarà presente con un gruppo di ragazzi provenienti dalla zona curda: anche essi porteranno le storie di sofferenza, ma soprattutto le loro capacità di fare cultura e arte.

La presenza delle delegazioni slovena e croata ci riportano alla voglia antica e nuova di Europa per la pace. Si riconferma, altresì, la feconda presenza degli amici albanesi per i fitti e crescenti rapporti esistenti tra i due Paesi e per il contributo culturale ed umano che in ogni edizione hanno portato.

 

A Ottobre a scuola, scuola protagonista

Per lo svolgimento della “Settimana” è stato scelto il mese di ottobre per due ragioni.

Ottobre è vicino all’inizio delle attività scolastiche e non sono avviate quelle aggiuntive, quindi c’è più disponibilità all’ascolto e alla partecipazione. La scuola, quale agenzia educativa principale, è la referente privilegiata nella scelta e nella definizione di ogni iniziativa rivolta ai ragazzi.

Saranno i ragazzi a scuola che si organizzeranno , con la guida e le proposte dei docenti, per partecipare da protagonisti nell'ospitare i ragazzi provenienti da altri Paesi, nell'attivare laboratori di giochi e di storie, nel partecipare alle varie iniziative programmate per la " Settimana".

La seconda ragione è che essendo ottobre il mese di avvio per tutti gli Organismi sociali, in tal modo, essi potranno utilizzare il restante periodo di lavoro per sviluppare gli spunti e le idee ricavate dalla " Settimana".

I fili di amicizia annodati potranno essere tessuti; i contatti avviati potranno essere coltivati; le idee prodotte potranno essere ulteriormente sviluppate.

 

 

L’Associazionismo per la pace… e non solo

Alla buona riuscita della iniziativa collaborano vari protagonisti oltre agli altri Assessorati, le Scuole, le famiglie, i ragazzi e le Associazioni.

Si fa riferimento ad Enti ed ad Associazioni di volontariato, ad Organizzazioni culturali, a Centri di ricerca ad altri Enti locali e Scuole impegnati in particolari iniziative di affermazione concreta dei diritti dei bambini, interculturalità. Si va consolidando un positivo rapporto con associazioni ed enti vari: l’Associazione Italiana Amici di Raoul Follerau – AIFO, CARITAS di Brindisi, Enzimi di pace, Parco della Fantasia di Omegna, CEMEA Mezzogiorno, Legambiente ragazzi, Ali per giocare.

Un ruolo fondamentale lo svolgono le famiglie: esse costituiscono l'asse portante della fondamentale esperienza di ospitalità, di incontri, di condivisione e di mediazione.

<< Elaborare una cultura intermediterranea alternativa… Condividere una visione differenziata… Le vecchie funi sommerse, che la poesia si propone di ritrovare e di riannodare, sono spesso state rotte o strappate dall'intolleranza o dall'ignoranza …Potremo fermare o impedire nuove "divisioni" in ogni punto da Oriente a Occidente ? >> (Pedrag Matvejevic)

Tutti i soggetti impegnati nell’avventura della Settimana dei bambini del Mediterraneo operano per concretizzare una cultura intermediterranea fatta di ponti e non di muri, di cooperazione e non di divisione. Accendono tanti fuochi di pace per riannodare le vecchie funi sommers....

 

 

           

                                                          Lorenzo Caiolo

 

                                                 E-MAIL: locaiolo@libero.it

 

HANNO GIÀ ADERITO :

 

Enti:
Regione Puglia, Provincia di Brindisi, Comuni di, Ceglie Messapica, Cisternino, Grottaglie, Omegna, Oria, San Michele Salentino, San Pancrazio Salentino, San Pietro Vernotico, San Vito dei Normanni ; Cattedra di Storia e Letteratura per l’infanzia dell’Università di Udine; Istituto Comprensivo di Bella, Istituto Professionale di Stato per i Servizi Sociali di Brindisi, Liceo Scientifico e Tecnologico “Lilla” di Oria, Scuole di Ostuni.

 

Associazioni ed altri:
Ali per giocare, Legambiente, Aifo, CEMEA Mezzogiorno, Caritas (BR), Enzimi di pace, Parco della Fantasia “Gianni Rodari” (Omegna), Sanvitoinrete, UNITALSI, Cavallo Parlante, SING, Mondo Erre, EaSlab(lab. di ricerca e speriment. sull’educazione allo sviluppo sostenibile); Forum Società Civile, SER, Italia Nostra, Gruppo folk”La Stella”, Confcommercio di Ostuni; GIONA, Cooperativa”Itaca”.
 

- lettera UNITALSI

 

Delegazioni del Mediterraneo:
Albania, Iraq, Israele, Libano, Palestina.


Esperti ed operatori:

Elio Giacone, Andrea Mori, Giuseppe Bonavolontà, Carlo Carzan, Livio Sossi, Valentina Biletta, Roberto Baita, Antonio Ferrara, Marianna Cappelli, Gek Tessaro, Osvaldo Capraro, Maria Letizia Meacci, Alessandra Alessandri, Giulio Levi, Susanna Soncin, Orlando Zane, Alfredo Stoppa, Paul Ngoi, Gulala Salih, Anila Gogai,Fabio Taroni, Sandra Dema, Dario Di Viesto, Chiara Balzarotti, Ronit Dovrat, Mario Priore, Floriano Negri, Nicoletta Torre, Angelica Longo, Silvia Godelli, Giuseppe Moccia, Aziz Fuad, Fabio Di Viesto, Luciano Ventura, Lilian Bohr, Giovanni Guarino, Claudio Tosi, Andrea Valente, Antonella Ossorio, Annamaria Gallone, Martina Zaninelli, Loredana Frescura, Teresa Castellani, Cino Tortorella, Marc Innaro, Dario Lacitignola, Italo Cassa, Tiziano Squillace, Franco Monacchia, Ferdinando Sallustio, Rosario Puzone, Pio Acito, Mauro Caldera, Cecilia Fabbri, Francesca Archinto, Annamaria Monaco, Raffaella Castagna, Rosanna Bianco, Mimmo Tardio, Pasquale Pugliese, Illir Kakalli, Ernesto Marinò, Carla Lutrino, Fiorella Imperiale, Francesca Buccheri, Diana Ligorio, Roberta Tosoni, Nella Cafagna, Mauro Maulini, Paola Deandrea, Antonella Mastro, Antonio Stornaiolo, Adama Zoungrana, Massimiliano Maiucchi, Tecla Pertosa, Paolo Maselli, Roberto Schifone, Marilena Iaia, Antonia Santonastaso, Milvia Capitanio, Sonia Possentini, Federico Mancini, Claudio Montrone, Lorenzo Barucca, Milena Russo, Roberta Miracapillo.
(Elenco adesioni provvisorio allo 01.10.06)




Coordinamento: Lorenzo Caiolo - e-mail: locaiolo@libero.it  - cell.3477296886

 

racconti:

- Alfredo Stoppa   "CHE STORIA , LE STORIE!"

- Elio Giacone        "CONSONANTI" 

- Elio Giacone        "IL SUONO DELLE PAROLE"

scheda convegni

comunicato stampa

 

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