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Settimana
dei Bambini del Mediterraneo
8^
edizione
dal 16 al
21 ottobre 2006
Ass.to
alle Politiche Socioeducative e culturali -
Ostuni
Regione
Puglia
Provincia di Brindisi
Assessorato al Mediterraneo
Assessorato alle Politiche Sociali
a cura anche dei Comuni di:
Ceglie
Messapica, Cisternino, Fasano, Grottaglie,
Omegna, Oria, San Pietro Vernotico, San
Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni.

PROGRAMMA 2006

…nel mare
delle tantestorie…
In viaggio
con Shahrazad e Giufà
a costruire ponti
nel Mediterraneo
PUGLIA, regione di
frontiera da sempre in relazione profonda
d’interscambio con le culture delle
molteplici sponde dell’Adriatico e dello
Ionio, svolge oggi un ruolo propositivo di
laboratorio interculturale dei paesi del
Mediterraneo che aspirano alla pace e alla
valorizzazione delle differenze. Bravi
nell’accoglienza, i pugliesi vogliono
esserlo altrettanto nell’organizzare
esperienze e riflessioni interculturali.
OSTUNI, città
dalle meravigliose suggestioni, misteriosa e
accogliente, fiabesca e bianca, diventa
luogo emblematico di “un mare d’incontri” di
bambini e adulti, spazio per “ricomporre il
mosaico” del frammentato Mediterraneo.
Ogni anno,
nella SETTIMANA DEI BAMBINI MEDITERRANEI,
storie, giochi, immaginari, culture,
religioni, civiltà, punti di vista, sogni
diversi s’incontrano per far progredire una
civiltà di pace.
SONO TRASCORSI SETTE ANNI…
Sono state organizzate sette edizioni della
Settimana dei bambini del Mediterraneo: una
settimana ricca di incontri, di riflessioni,
di scambi interculturali, di proposte
culturali, di workshop per educatori, di
laboratori, di animazioni, di giochi, di
cinema, di teatro.
Ogni
anno sono intervenuti decine di ragazzi dai
paesi del Mediterraneo, hanno preso parte a
tutte le iniziative programmate almeno
venticinque mila tra ragazzi ed adulti,
centinaia di esperti provenienti da tutto il
mondo. Nella settima edizione hanno svolto
un ruolo particolare, anche, l’Assessorato
Regionale al Mediterraneo e l’Assessorato
Provinciale alle Politiche Sociali, avendo
arricchito le opportunità e le proposte,
tutte inserite nel ruolo di costruttore di
rotte culturali, economiche, sociali con
tutto il bacino del Mediterraneo, che essi
stanno svolgendo sin dal loro insediamento.
Luglio 2006: angoli di Mediterraneo in
fiamme
Speravo di
scrivere la presentazione dell’ottava
edizione della Settimana dei bambini del
Mediterraneo in un clima di maggiore
serenità e di fondata speranza. Così non può
essere per molteplici ragioni; la prima fra
tutte: l’esplosione improvvisa di guerre
nell’area mediorientale, che si aggiungono
alle tante altre di cui non si parla, ma che
fanno ugualmente migliaia di vittime.
Siamo
ripiombati molto all’indietro: guerra in
Libano, in Israele, a Gaza….quotidiani
attentati-stragi in Iraq, tensioni crescenti
in Afganistan…La polveriera mediorientale è
tornata pericolosamente a bruciare, col
rischio più serio, questa volta, di un
contagio e di un’estensione. Si parla di un
mondo impazzito, di “incendio del Medio
Oriente da Beirut a Teheran, da Baghdad a
Gerusalemme, dalle montagne afgane al delta
dei fiumi mesopotamici…” (Eugenio Scalfari).
Sembra una
situazione senza via d’uscita. I più potenti
e i più grandi della terra riuniti a San
Pietroburgo si sono rivelati impotenti,
incapaci di soluzioni, storditi da una
situazione che non hanno voluto affrontare
con determinazione e imparzialità quando ciò
era possibile, forse bloccati, anche, da
interessi meschini di parte.
L’importantissima ed attesissima conferenza
di Roma del 26 luglio, pur presentando
diversi aspetti positivi, non è riuscita a
bloccare la carneficina, né a delineare un
minimo percorso per l’aiuto umanitario e per
impedire stragi d’innocenti…..
Giorni di
fuoco e di morte…di morti di civili, di
scene agghiaccianti, di bambini bruciati…di
bombardamenti folli..
“Quel che
accade in queste ore in Palestina e in
Libano, non è che l’esplosione di una
condizione che si perpetua da oltre mezzo
secolo. E’ piuttosto una tragica variante
dell’omicidio dell’essere umano. Ebrei,
Cristiani e Musulmani stanno riscrivendo la
storia delle loro origini, con lo stesso
sangue: quello di Abele. In quanto tale,
questa storia non è, soltanto, palestinese,
è universale…L’uomo muore, perché anche Dio
muore, in questa regione dei profeti del
mondo. Non resta nulla…E voi profeti
monoteisti, fratelli, dove siete?” (Adonis)
Quando le
armi saranno zittite le enormi ferite
inferte, tuttavia, lasceranno segni
dolorosamente indelebili nelle coscienze e
nei luoghi.
Dove è la
forza degli uomini di buona volontà? Dove
sono le azioni dei governanti giusti?
Ciò che
accade è il frutto di una serie di errori
compiuti dai Grandi della terra negli anni
che vanno dagli inizi del XX secolo ad oggi.
Cosa ha guidato le strategie e le decisioni
dei potenti di ieri e dei potenti di oggi?
Quale mondo hanno disegnato? Un mondo in
continua fibrillazione, squilibrato, che
sfugge ad ogni controllo e vede avanzare
nuovi potenti con nuovi imprevedibili
pericoli.
Che fare?
Stragi,
ritorsioni, aggressioni, vendette,
paura, attentati, terrore, riarmo,
oppressione, divisione, guerra,
terrorismo, devastazioni, minacce,
bombardamenti, fuga, tragedia,
fondamentalismo, nucleare, estremismo,
esodo, morti, disperazione….
Chi ci
potrà salvare?
Che
fare?
Sperare
in uno scatto di responsabilità e di
consapevolezza della comunità
internazionale?
Parlare
ed agire per contrastare questa deriva:
alle parole e alle azioni di divisione e
di guerra contrapporre quelle di dialogo
e comprensione, alla cultura della
sopraffazione far seguire quella della
cooperazione. “Vi è l’assoluto bisogno
di sostituire i rapporti conflittuali
tra persone, società e stati, con
rapporti di cooperazione, aperti a
comprendere le ragioni degli
altri…L’educazione alla pace e la
corretta informazione sono fattori
essenziali per far crescere una
coscienza nuova della globalità, cioè
dell’inseparabilità del destino di tutti
gli abitanti del pianeta” (Ivano
Barberini).
Occorre
agire, a tutti i livelli (individui,
famiglia, associazioni, scuola,
città...), per la convivenza pacifica,
per disseminare semi e momenti
d’incontro, di comprensione reciproca,
di collaborazione, di dialogo.
La Settimana contro i venti di guerra
Il
lavoro da fare è tanto e deve partire
dal pensiero, dai comportamenti
quotidiani, dall’educazione…dai bambini.
Risuonano ancora nelle orecchie la forte
invocazione di <<Pace! Pace!Pace!>>
gridata, a conclusione del momento
inaugurale della settima edizione della
Settimana dei bambini del Mediterraneo
in Piazza della Libertà di Ostuni, da
migliaia di bambini e ragazzi ostunesi,
pugliesi, italiani e provenienti da
Albania, Bosnia, Palestina, Francia,
Israele, Croazia.
Negli
occhi brillano forte quelle immagini che
gridavano agli adulti distratti: un coro
sostenuto e spontaneo che interroga
tutti e che chiama tutti all’azione.
L’ottava
edizione, come le precedenti, intende
rispondere ancora a quella richiesta
struggente, al grido di dolore di tanti
bambini morti, alla sofferenza di tanti
innocenti provocata dall’impazienza
omicida dei guerrafondai di tutte le
parti.
Ogni uomo ha il dovere di non
dimenticare o trascurare il dramma di un
altro uomo. Dalle bandiere sui balconi e
dalle grandi manifestazioni, bisogna
passare alle azioni quotidiane per
modificare gli stili di vita e le
relazioni tra Paesi.
“La pace possiamo e dobbiamo costruirla
sull’apertura di noi stessi tradotta nel
quotidiano con l’accoglienza, la
solidarietà, il perdono come assunzione
degli altri nel cerchio della nostra
responsabilità” (Silvio Turazzi).
La Settimana dei bambini del
Mediterraneo si va affermando sempre più
come luogo emblematico di
sperimentazione di incontri e di dialogo
tra culture e si pone come ambito
culturale ed esperienziale che promuove
la responsabilità, convinti che “L’etica
globale non è orientata verso una
responsabilità collettiva che diminuisca
la responsabilità individuale. L’etica
globale rivolge la responsabilità
individuale di ogni membro della società
verso il suo posto concreto in quella
società…non si deve parlare soltanto dei
nostri leaders politici: questa è
facilmente una scusa per evitare la
responsabilità individuale di
ciascuno…L’attuazione dell’etica
globale…dipende invece da ciascuno.
Ciascuno può cercare di realizzare la
regola aurea in famiglia, in una
comunità, in un istituto, in un posto di
lavoro, in una nazione, tra gruppi
etnici” (Hans Kung). Da Ostuni si
vogliono far partire, ogni anno,
messaggi e testimonianze che mirano a
modificare comportamenti e ad incidere
nella realtà mentale per far avanzare,
nei fatti quotidiani, una nuova cultura
per un nuovo Mediterraneo.
Dalla consapevolezza e la denuncia delle
situazioni di ingiustizia, la Settimana
con i suoi mille incontri (ultima
edizione: 25 mila partecipanti) intende
promuovere ogni anno azioni e
riflessioni a tema per introdurre nuove
pratiche rivolte all’infanzia, per
contribuire a concretizzare
un’educazione alla pace, per svolgere un
ruolo decisivo nella formazione di una
cultura della cittadinanza democratica,
dialogante e solidale.
La
Settimana, nel contempo, con tutte le
sue istanze, intende lanciare un forte
appello ai grandi per porre termine alla
carneficina e all’odio e creare le
condizioni di pacifica convivenza di
antiche civiltà che tanto hanno
contribuito alla ricchezza civile e
culturale del Mediterraneo e del mondo
intero.
Educare per cambiare
“Poiché
le guerre cominciano nelle menti degli
uomini è nelle menti degli uomini che si
devono costruire le difese della Pace”
(Costituzione dell’UNESCO).
Per rispondere a questa sollecitazione,
alle impellenti domande sopra riportate
e al desiderio dei bambini di Ostuni (e
non solo) di incontrare i loro coetanei
dell’altra sponda è stata ideata
l’iniziativa, avente un eloquente e
programmatico titolo: Un mare di
incontri nella Città Bianca: storie,
giochi, libri ed altro dei bambini del
Mediterraneo. Settimana dei bambini
mediterranei.
L’organizzazione annuale della Settimana
dei bambini del Mediterraneo si fonda,
infatti, sulla consapevolezza
dell’urgenza e della centralità di
un’educazione impegnata nella
trasformazione di un mondo che diventa
sempre più insostenibile per la
diffusione e l’accentuarsi dei
conflitti, per le condizioni di vita
sempre più povere nel sud del mondo e
sempre più tossiche e disumanizzanti nel
nord del mondo.
L’educazione costituisce l’arma più
efficace per meglio rispondere ai reali
bisogni dei bambini e per modificare gli
stili di comportamento.
Partire dai bambini
L’infanzia prima di tutto, la migliore
crescita di tutti i bambini: un grande
sogno, un’impellente necessità.
La
Settimana dei bambini del Mediterraneo
di Ostuni si inserisce, volutamente,
nella scia delle responsabilità diffuse
e delle azioni concrete per il
cambiamento, a partire dai bambini e
dal “cortile” del Mediterraneo.
Solo
partendo dal rispondere, concretamente,
ai diritti dei bambini si può salvare il
mondo dal baratro finale verso cui
sembra diretto.
Se i
bambini si nutrono di sofferenza e di
violenza, cosa potranno immaginare e
costruire per il loro futuro? I bambini
devono poter immaginare e costruire un
futuro diverso, essi devono alimentarsi
di semi di novità e di miglioramento.
Partire
dai bambini…”E’ lì che bisogna operare,
altrimenti i bambini sono già
condizionati a un pensiero distorto, a
un pensiero chiuso; sono soffocati nelle
loro possibilità creative e fantastiche.
Quindi, se si vuole cambiare la società,
è proprio lì che si deve operare per
sperare in un mondo migliore fra qualche
generazione” (Bruno Munari).
Sono importanti i convegni tra adulti,
gli scambi tra adulti, ma i nuovi boschi
si costruiscono con le nuove
pianticelle. E' per questo, che è utile
ed urgente investire molte energie
economiche, culturali e politiche in
direzione dei bambini. E' importante
costruire strade, ricostruire case ed
infrastrutture sociali, ma, nel contempo
non va trascurata la “formazione delle
risorse umani” allo stadio più
elementare.
I bambini hanno un ruolo fondamentale
per la trasformazione del mondo: “…se
aiuto e salvezza possono venire, ci
verranno soltanto dal bambino; poiché il
bambino è il costruttore dell’uomo. Il
bambino è dotato di poteri sconosciuti,
che possono guidare a un avvenire
luminoso” (Maria Montessori).
Arcobaleno di incontri, di giochi…di storie
Ho
richiamato prima lo scenario in cui si
svolge la nostra vita di uomini che
abitano il Mediterraneo: in questo
scenario impossibile noi intendiamo far
emergere un arcobaleno di speranza, di
giustizia, di fraternità, di incontri,
di giochi…di storie…
La
nostra risposta è promuovere tanti
incontri. I bambini che si incontrano e
riescono e sanno giocare costituiscono
un segnale di nuove vie. Al Mediterraneo
sofferente dei grandi contrapponiamo il
Mediterraneo dei piccoli…di bambini
delle varie sponde che si incontrano per
giocare, per stare insieme bene e in
fraternità: gli adulti innalzano
barriere insormontabili, i bambini le
rompono con i loro giochi e la loro
voglia di incontrarsi…
Sulla
spiaggia di mondi infiniti i bimbi
s’incontrano
Con
grida e danze.
Fanno
casette di sabbia e si baloccano
Con
vuote conchiglie.
Intessono barchette di foglie secche e
sorridendo
Le fan
galleggiare sull’immensità del mare.
I bimbi
giocano sul lido del mondo… (Tagore).
Al
rumore assordante della guerra, dei
conflitti e delle barriere, migliaia di
bambini ad Ostuni, si incontrano per
conoscersi e per conoscere.
L’incontro gioioso e giocoso tra bambini
possa svegliare le coscienze dei grandi,
per unire i sogni e gli sforzi degli uni
e degli altri per ridurre i rivoli di
sangue, le zone di sofferenza, la fame
di pane e di libertà, di giustizia e di
gioco…
In ogni
edizione viene proposto un tema
prevalente, che caratterizza tutte le
iniziative in programma e che si vuole
porre all’attenzione di ragazzi,
educatori e responsabili di istituzioni.
Per
quest’anno si è ritenuto, d’intesa con
l’Assessorato regionale al Mediterraneo
con l’Assessorato provinciale alle
Politiche Sociali con gli Assessorati
dei Comuni aderenti con le scuole e il
consiglio comunale dei ragazzi di Ostuni,
di richiamare l’attenzione sulla
essenzialità delle storie nei processi
formativi.
Quando le storie mancano
Nella
nostra attuale società spesso
s’incontrano persone disorientate,
svogliate, sradicate, senza progetto o
voglia di vita. Si rendono visibili
individui privi di capacità di
relazionarsi o di dialogare, di
curiosità e del piacere di conoscere,
dominati dalla paura dell’altro e del
diverso, chiusi nella propria dichiarata
superiorità o autosufficienza, pronti ad
imporre, ad aggredire o a sottomettere.
Quali
sono stati i percorsi di crescita di
questi uomini e di queste donne? Cosa e
chi li ha accompagnati? Chi e come si è
preso cura di loro? Cosa ha alimentato
la loro mente e il loro immaginario?
Quali esperienze e quali orizzonti sono
stati offerti loro? Le fiabe, i racconti
e le storie spesso risultano assenti o
scarsamente consistenti nei bagagli
esperienziali di quelle vite.
Questa
carenza si riverbera negativamente sulla
formazione della personalità, in quanto
le storie costituiscono uno degli
elementi indispensabili per la crescita
di un uomo completo ed equilibrato,
pronto a fronteggiare le variegate
situazioni della vita e ad intessere
relazioni libere e positive.
La potenza delle narrazioni
Non
intendo approfondire in questo contesto
la funzione e l’importanza delle fiabe e
delle storie in ambito educativo: lo
hanno già fatto in modo significativo e
convincente molti antropologi,
psicologi, pedagogisti e letterati
(considerati gli studi numerosi a
partire da Bruno Bettelheim). Voglio
solo richiamare il senso generale dei
risultati di quegli studi: le fiabe e le
storie aiutano a crescere, aiutano a
rispondere agli interrogativi
fondamentali, fanno conoscere e “vivere”
in modo immaginario il catalogo dei
destini umani. Offrono i paradigmi
esistenziali di base: crescere, superare
prove, raggiungere mete, rispondere al
bisogno di felicità. Sanno alimentare il
fantastico e la capacità di immaginare
il possibile e l’oltre: “privare il
bambino della fiaba si risolverebbe in
un suo impoverimento e inaridimento” (Rodari).
Tra
tutti i tipi di narrazioni, quelle che
meglio hanno dimostrato la loro
efficacia perenne sono le fiabe
popolari: sono state considerate
essenziali e guida nell’educazione.
“La
fiaba è orientata verso il futuro e
guida il bambino…a raggiungere una più
soddisfacente esistenza indipendente…La
fiaba, mentre intrattiene il bambino,
gli permette di conoscersi e favorisce
lo sviluppo della sua personalità. Essa
offre significato a livelli così
diversi, e arricchisce l’esistenza del
bambino in tanti modi diversi, che non
basta un solo libro a rendere giustizia
della quantità e della varietà dei
contributi apportati da queste storie
alla vita dei bambini” (Bruno Bettelheim).
Il
patrimonio esperienziale e la potenza
formativa delle fiabe e delle storie
servono alla nostra società: i bambini e
i ragazzi di oggi hanno bisogno di esse
come l’acqua.
Se è
così, allora….”Spero che una giusta
comprensione dei meriti unici delle
fiabe induca genitori e insegnanti a
tornare ad assegnarvi quel ruolo
centrale nella vita del bambino che
ebbero per secoli” (Bruno Bettelheim).
In viaggio con Shahrazad
Shahrazad rappresenta l’emblema
metaforico della funzione salvifica
delle storie: antica, appunto, è tale
consapevolezza.
La
figlia del Visir del Califfo Shahriyàr
fu abile narratrice per questione di
vita o di morte. La sua arte del narrare
libera lei e tutte le ragazze del regno.
Si narra
per non morire….si narra per salvarsi.
In quel
caso emblematico il male è stato
cancellato dalla narrazione, l’odio
omicida è stato trasformato in amore
duraturo.
Ad ogni
alba, la narrazione si interrompeva e il
Califfo rimandava il suo proposito di
uccidere. Dopo tantissimi giorni……”E’ da
mille e una notte che io ti racconto
storie degli antichi e ammonimenti degli
avi” dice Shahrazad al suo sposo passati
tre anni.
“Vedo”,
le disse, “cara Shahrazad, che i tuoi
racconti sono senza limiti e ormai da
molto tempo mi diverti con essi, sei
riuscita a placare la mia ira e rinuncio
volentieri, per amor tuo, alla legge
crudele che mi ero imposto. Tu sei la
salvatrice di tutte le fanciulle che
avrebbero dovute essere sacrificate al
mio giusto risentimento” (Le mille e una
notte)
Le
parole e non le armi, le storie e non le
bombe, i racconti e non i missili….oggi
avremmo bisogno di nuovi esperti
nell’arte del narrare per modificare il
male e l’odio in dialogo ed amore, per
addolcire gli animi, avremmo bisogno di
fare un viaggio con Shahrazad per
riempire di storie il nostro mare sempre
più avvelenato dagli odi tra popolazioni
rivierasche o confinanti o divisi da
religioni e dalle rotte dolorose e
tragiche di tanti respinti e in cerca,
spesso in modo fatalmente inutile, di
sponde amiche.
Le storie per saltare i muri
“Ogni
giorno ci rendiamo conto di quanto i
muri dei pregiudizi accerchino gli spazi
della comunicazione sociale e si
solidifichino impercettibilmente dentro
ciascuno di noi. Così, ogni volta che
individuiamo luoghi e pratiche capaci di
educare e di educarci a saltare muri,
gli incontri e le scoperte che
facciamo ci appaiono preziosità” (Franco
Lorenzoni).
L’occasione preziosa della Settimana dei
bambini del Mediterraneo vuole aiutare a
saltare i muri, intende essere luogo
d’incontro tra civiltà, di esperienze,
di generazioni, di culture, di
desideri…Un mare di incontri…un luogo
per recuperare le storie, per ascoltare
fiabe, per raccontare storie, per
imparare a costruire ponti.
Le storie
possono aiutare a far convivere bene su
uno stesso luogo persone provenienti da
molteplici civiltà. Se le storie, è
ampiamente dimostrato, fanno bene a
tutti, fanno molto bene alla salvezza
degli abitanti del Mediterraneo…”il
presente ha bisogno di questa risorsa
del mondo precedente, che non costa, non
inquina ed è strategica per la ricchezza
dei rapporti umani, sociali e
generazionali” (Pietro Clemente)
Le
storie, infatti, sono lo strumento più
efficace e perfetto per costruire
relazioni positive e ponti tra persone
diverse per età e civiltà, esse aiutano
a ritrovare le comuni radici e a
stabilire rapporti paritari, “dopo la
fontana, la più grande buona azione è
costruire un ponte” (Ivo Andric), per
superare gli abissi e i burroni che
dividono gli sventurati uomini.
A costruire ponti con Giufà
Sul mare
Mediterraneo hanno navigato fiabe che si
sono intrecciate e contaminate. “Le
fiabe hanno viaggiato, sono il frutto
d’intrecci, di scambi, di
contaminazioni…Ma ci sono personaggi che
più di altri sono comuni in contesti, in
paesi diversi. Che mantengono una loro
identità ma al contempo possiedono più
appartenenze, più cittadinanze e che
proprio per questo possono essere
elementi di unione, personaggi-ponte…Giufà
è davvero un gran rappresentante delle
migrazioni antiche e moderne e delle
contaminazioni tra culture. E’
conosciuto in tanti paesi e sa andare e
venire con facilità da una sponda
all’altra. E’ un personaggio che abita
ed è riconosciuto in più culture, ha più
appartenenze…ci sono un Giufà siciliano,
un Giufà arabo, un Giufà ebreo. Ma anche
un Giufà turco, un Giufà albanese, un
Giufà croato…Giufà conosce più lingue,
convive con più religioni. Giufà è un
abitante del Mediterraneo” (Vinicio
Ongini).
Insieme nel mare delle tantestorie
Facciamo
tesoro della figura di Giufà e rendiamo
gli abitanti del Mediterraneo a sua
immagine e somiglianza. Riprendiamo a
solcare le rotte delle migliaia di
storie che ci possono accomunare o che
ci possono aiutare a creare relazione.
Molte
esperienze e molti studi, infatti, vanno
affermando da qualche tempo che le fiabe
e le narrazioni costituiscono terreni
ideali per costruire momenti di dialogo
e di interazione tra ragazzi di culture
diverse, per conoscersi e stabilire
rapporti.
Le fiabe
costituiscono una miniera di immagini,
di archetipi, di stili di vita, di modi
di dire e di pensare comune a tutto un
popolo. Esse affascinano, incantano e
ammaestrano alla vita, contengono,
comunicano ed ampliano il patrimonio di
conoscenze, di sogni, di aspirazioni e
di interpretazioni della realtà.
Sono una
ricchezza spirituale e culturale
inestimabile di un popolo, la quale,
messa in comune fa conoscere meglio e
arricchisce chi entra in relazione.<<
Pur nella estrema varietà e ricchezza di
linguaggi, situazioni, ambienti,
accadimenti, che caratterizzano le fiabe
di tutti i paesi, l'immaginario
collettivo riconduce ogni volta alle
scoperte essenziali sulla condizione
umana, la vita e la morte, l'amicizia e
l'amore, la paura e i desideri.
L'immaginario ha dunque il potere di
congiungere trasversalmente popoli e
culture e nello stesso tempo di
raccontare delle loro specificità.
Riscoprire insieme le fiabe può divenire
un ulteriore strumento di confronto e di
conoscenza fra tradizioni culturali tra
loro anche molto lontane >> (Tullia
Colombo).
Riprendiamo a solcare le rotte delle
migliaia di storie che ci possono
aiutare a formare nuove generazioni
migliori. “Secondo noi le fiabe servono
soprattutto alla formazione della mente:
di una mente aperta in tutte le
direzioni del possibile. Toccano, nel
bambino, la molla dell’immaginazione:
una molla essenziale alla formazione di
un uomo completo. Le fiabe non servono
ad allevare esecutori diligenti e
limitati, consumatori docili e
fiduciosi, subalterni soddisfatti ed
efficienti, insomma , gli uomini che
servono a un mondo che abbia il mito
della produttività. In questo senso le
fiabe sono altamente improduttive, come
la poesia, l'arte e la musica. Ma l’uomo
deve anche poter immaginare un mondo
diverso e migliore, vivere per crearlo”
(Gianni Rodari).
Le
fiabe di ieri e le storie di oggi
ascoltate, ricercate, ricreate scambiate
e diffuse tra i bambini favoriscono la
formazione di personalità aperte e
disponibili alla complessità. Bisogna in
ogni modo far “navigare” i ragazzi nel
variegato mare delle fiabe e delle
storie: questa sarà l’avventura
dell’ottava edizione della Settimana dei
bambini del Mediterraneo, il mare delle
tantestorie.
Gli altri
comuni
Lo svolgimento della Settimana vede,
ormai, la partecipazione di migliaia di
bambini e di decine e decine di esperti
di alto livello. E’ diventato un
appuntamento molto richiesto e molto
partecipato. Molteplici sono le
occasioni d’incontri, di confronti, di
dibattito culturale, di formazione, di
nuove acquisizioni teoriche ed
esperienziali. Ogni edizione segna una
tappa nuova nella definizione e azione
di una sempre più avanzata ed articolata
cultura dell’infanzia.
La particolare fecondità di tale
iniziativa è stata considerata anche
come opportunità di interazione con
altre amministrazioni comunali. Già
nelle passate edizioni il coinvolgimento
organizzativo di altri comuni ha trovato
ottimi riscontri sul piano
dell’arricchimento del programma e della
disseminazione degli effetti benefici
contenuti nella filosofia e modalità
dell’iniziativa: in ogni comunità
partecipante si è determinato un
protagonismo nuovo dell’Ente locale (e
dei suoi servizi) in interazione
coordinata e coordinante con le scuole,
le famiglie e l’associazionismo.
L’ottava edizione vede la partecipazione
di comuni anche di altre province e di
altre regioni: Ceglie Messapica,
Cisternino, Fasano, Grottaglie, Omegna,
Oria, San Pietro Vernotico, San
Pancrazio Salentino, San Vito dei
Normanni.
L’auspicio è che da una collaborazione
episodica, si passi, finalmente, alla
creazione di una rete di comunità che si
allei per la progettazione e
realizzazione di un sistema di
opportunità per l’affermazione di
diritti dei bambini e non solo.
Consigli
comunali dei ragazzi insieme
Tutti i
comuni aderenti hanno voluto offrire ai
loro cittadini ragazzi l’opportunità di
partecipare alla definizione delle
scelte politiche locali, favorendo la
costituzione di consigli comunali dei
ragazzi. In ognuna di queste comunità si
è avviata una politica che considera i
ragazzi cittadini, portatori di punti di
vista da considerare, capaci di
contribuire in modo originale al
miglioramento della qualità della vita,
protagonisti e attenti alle questioni
particolari e generali.
L’ottava
edizione della Settimana dei bambini del
Mediterraneo vuole porre, meglio, al
centro le proposte le azioni e le
preoccupazioni dei ragazzi. Essi saranno
i referenti principali nella definizione
dei temi, delle occasioni d’incontro e
di sperimentazione, saranno attori nel
coinvolgimento delle scuole e delle
classi partecipanti.
Particolare rilievo avrà il raduno di
tutti i consigli comunali della zona,
insieme ai ragazzi delle delegazioni
straniere, per elaborare la petizione
- proposta per una politica di pace
da inviare a tutti i governanti dei
Paesi del Mediterraneo, all’ONU e
all’Unione Europea.
La Settimana, convinti della potenza
persuasiva dei bambini, intende lanciare
un forte appello ai grandi per porre
termine alle azioni che dividono e che
determinano povertà tanta sofferenza e
tante tragedie e operino, invece, per
creare le condizioni di pacifica
convivenza e di collaborazione tra
popolazioni che tanto hanno contribuito
alla ricchezza civile e culturale del
Mediterraneo e del mondo intero.
Le delegazioni
La centralità della manifestazione è
costituita dalla presenza dei bambini e
delle delegazioni provenienti da altri
Paesi del nostro Mar Mediterraneo. Gli
ospiti rappresentano l’elemento
catalizzatore dei temi affrontati e
delle iniziative in svolgimento.
Si
risponde in modo concreto al desiderio
dei bambini di incontrare bambini di
altri Paesi. Si realizzano effettivi
incontri sulla base dello scambio
paritario di risorse proprie della
civiltà di provenienza. Ogni anno si
sono conosciute storie e culture nuove,
alimentando quel flusso positivo di
comunicazione e di dialogo, che potrà
portare ad un nuovo Mediterraneo.
Nella presente edizione si è voluto
riconfermare l’interesse per l’area
sofferente del Medio Oriente: la
permanente tragedia dei bambini
israeliani e palestinesi e la rinata di
quelli del Libano non potevano lasciarci
indifferenti.
Anche l’Iraq sarà presente con un gruppo
di ragazzi provenienti dalla zona curda:
anche essi porteranno le storie di
sofferenza, ma soprattutto le loro
capacità di fare cultura e arte.
La presenza delle delegazioni slovena e
croata ci riportano alla voglia antica e
nuova di Europa per la pace. Si
riconferma, altresì, la feconda presenza
degli amici albanesi per i fitti e
crescenti rapporti esistenti tra i due
Paesi e per il contributo culturale ed
umano che in ogni edizione hanno
portato.
A
Ottobre a scuola, scuola protagonista
Per lo
svolgimento della “Settimana” è stato
scelto il mese di ottobre per due
ragioni.
Ottobre è
vicino all’inizio delle attività
scolastiche e non sono avviate quelle
aggiuntive, quindi c’è più disponibilità
all’ascolto e alla partecipazione. La
scuola, quale agenzia educativa
principale, è la referente privilegiata
nella scelta e nella definizione di ogni
iniziativa rivolta ai ragazzi.
Saranno i
ragazzi a scuola che si organizzeranno ,
con la guida e le proposte dei docenti,
per partecipare da protagonisti
nell'ospitare i ragazzi provenienti da
altri Paesi, nell'attivare laboratori di
giochi e di storie, nel partecipare alle
varie iniziative programmate per la "
Settimana".
La
seconda ragione è che essendo ottobre il
mese di avvio per tutti gli Organismi
sociali, in tal modo, essi potranno
utilizzare il restante periodo di lavoro
per sviluppare gli spunti e le idee
ricavate dalla " Settimana".
I fili di
amicizia annodati potranno essere
tessuti; i contatti avviati potranno
essere coltivati; le idee prodotte
potranno essere ulteriormente
sviluppate.
L’Associazionismo per la pace…
e non solo
Alla
buona riuscita della iniziativa
collaborano vari protagonisti oltre agli
altri Assessorati, le Scuole, le
famiglie, i ragazzi e le Associazioni.
Si fa
riferimento ad Enti ed ad Associazioni
di volontariato, ad Organizzazioni
culturali, a Centri di ricerca ad altri
Enti locali e Scuole impegnati in
particolari iniziative di affermazione
concreta dei diritti dei bambini,
interculturalità. Si va consolidando un
positivo rapporto con associazioni ed
enti vari: l’Associazione Italiana Amici
di Raoul Follerau – AIFO, CARITAS di
Brindisi, Enzimi di pace, Parco della
Fantasia di Omegna, CEMEA Mezzogiorno,
Legambiente ragazzi, Ali per giocare.
Un ruolo
fondamentale lo svolgono le famiglie:
esse costituiscono l'asse portante della
fondamentale esperienza di ospitalità,
di incontri, di condivisione e di
mediazione.
<<
Elaborare una cultura intermediterranea
alternativa… Condividere una visione
differenziata… Le vecchie funi sommerse,
che la poesia si propone di ritrovare e
di riannodare, sono spesso state rotte o
strappate dall'intolleranza o
dall'ignoranza …Potremo fermare o
impedire nuove "divisioni" in ogni punto
da Oriente a Occidente ? >> (Pedrag
Matvejevic)
Tutti i
soggetti impegnati nell’avventura della
Settimana dei bambini del Mediterraneo
operano per concretizzare una cultura
intermediterranea fatta di ponti e non
di muri, di cooperazione e non di
divisione. Accendono tanti fuochi di
pace per riannodare le vecchie funi
sommers....
Lorenzo Caiolo
E-MAIL:
locaiolo@libero.it
HANNO GIÀ ADERITO
:
Enti:
Regione Puglia, Provincia di Brindisi,
Comuni di, Ceglie Messapica, Cisternino,
Grottaglie, Omegna, Oria, San Michele
Salentino, San Pancrazio Salentino, San
Pietro Vernotico, San Vito dei Normanni ;
Cattedra di Storia e Letteratura per
l’infanzia dell’Università di Udine;
Istituto Comprensivo di Bella, Istituto
Professionale di Stato per i Servizi Sociali
di Brindisi, Liceo Scientifico e Tecnologico
“Lilla” di Oria, Scuole di Ostuni.
Associazioni ed altri:
Ali per giocare, Legambiente, Aifo,
CEMEA Mezzogiorno, Caritas (BR), Enzimi di
pace, Parco della Fantasia “Gianni Rodari” (Omegna),
Sanvitoinrete, UNITALSI, Cavallo Parlante,
SING, Mondo Erre, EaSlab(lab. di ricerca e
speriment. sull’educazione allo sviluppo
sostenibile); Forum Società Civile, SER,
Italia Nostra, Gruppo folk”La Stella”,
Confcommercio di Ostuni; GIONA,
Cooperativa”Itaca”.
- lettera UNITALSI
Delegazioni del Mediterraneo:
Albania, Iraq, Israele, Libano,
Palestina.
Esperti ed operatori:
Elio Giacone, Andrea Mori, Giuseppe
Bonavolontà, Carlo Carzan, Livio Sossi,
Valentina Biletta, Roberto Baita, Antonio
Ferrara, Marianna Cappelli, Gek Tessaro,
Osvaldo Capraro, Maria Letizia Meacci,
Alessandra Alessandri, Giulio Levi, Susanna
Soncin, Orlando Zane, Alfredo Stoppa, Paul
Ngoi, Gulala Salih, Anila Gogai,Fabio Taroni,
Sandra Dema, Dario Di Viesto, Chiara
Balzarotti, Ronit Dovrat, Mario Priore,
Floriano Negri, Nicoletta Torre, Angelica
Longo, Silvia Godelli, Giuseppe Moccia, Aziz
Fuad, Fabio Di Viesto, Luciano Ventura,
Lilian Bohr, Giovanni Guarino, Claudio Tosi,
Andrea Valente, Antonella Ossorio, Annamaria
Gallone, Martina Zaninelli, Loredana
Frescura, Teresa Castellani, Cino Tortorella,
Marc Innaro, Dario Lacitignola, Italo Cassa,
Tiziano Squillace, Franco Monacchia,
Ferdinando Sallustio, Rosario Puzone, Pio
Acito, Mauro Caldera, Cecilia Fabbri,
Francesca Archinto, Annamaria Monaco,
Raffaella Castagna, Rosanna Bianco, Mimmo
Tardio, Pasquale Pugliese, Illir Kakalli,
Ernesto Marinò, Carla Lutrino, Fiorella
Imperiale, Francesca Buccheri, Diana Ligorio,
Roberta Tosoni, Nella Cafagna, Mauro Maulini,
Paola Deandrea, Antonella Mastro, Antonio
Stornaiolo, Adama Zoungrana, Massimiliano
Maiucchi, Tecla Pertosa, Paolo Maselli,
Roberto Schifone, Marilena Iaia, Antonia
Santonastaso, Milvia Capitanio, Sonia
Possentini, Federico Mancini, Claudio
Montrone, Lorenzo Barucca, Milena Russo,
Roberta Miracapillo.
(Elenco adesioni provvisorio allo 01.10.06)
Coordinamento: Lorenzo
Caiolo - e-mail:
locaiolo@libero.it
-
cell.3477296886
racconti:
- Alfredo
Stoppa
"CHE STORIA , LE
STORIE!"
-
Elio
Giacone
"CONSONANTI"
-
Elio
Giacone
"IL SUONO DELLE
PAROLE"
scheda convegni
comunicato stampa
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